Quando l'edilizia convenzionata diventa opportunità

Le periferie urbane e gli immobili di edilizia convenzionata attirano sempre più l'attenzione del mercato immobiliare. In loro è possibile trovare la chiave per far ripartire il mercato immobiliare e disinnescare pericolose dinamiche.
Il mercato immobiliare, che subisce continue influenze dal contesto urbano, si sta sempre più occupando di case popolari. Il tema non riguarda più solo questioni di welfare ma anche di ordine pubblico tanto da richiedere urgenti risposte dal fronte politico che, allo stesso tempo deve destreggiarsi tra scarse risorse. Oggi la questione legata alle abitazioni per le classi disagiate crea non solo tensioni crescenti ma costruisce anche le basi per creare una situazione esplosiva difficile da governare causata dallo stato di incuria in cui sono tralasciati gli immobili. Ad esempio a Milano solo l’11% di questi immobili è in buone condizioni. Sempre dal capoluogo lombardo si sviluppano le prime iniziative per arginare il problema come l’assegnazione di 2.000 appartamenti sfitti entro la fine dell’anno. Da un rapporto Nomisma si identificano 1,7 milioni di famiglie che vivono in una condizione di disagio abitativo (due terzi dei nuclei italiani) e come descrivono gli autori: “corrono un concreto rischio di scivolamento verso forme di morosità e di possibile marginalizzazione sociale”. Decisivo potrebbe essere il prossimo DEF, documento che definisce le linee guida della Legge di Bilancio dello Stato, in quanto capace di rilanciare investimenti nelle infrastrutture, compreso il settore immobiliare. Si riuscirebbe, in tal modo, a disinnescare le tensioni e dare il via ad un processo in grado di riavviare il mercato dell’edilizia, attraverso il recupero degli immobili fatiscenti.
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