Sismabonus anche per ristrutturazione e manutenzione

Rispondendo a un interpello all’Emilia Romagna (prot. n. 954-1191/2017), la Direzione centrale normativa dell'Agenzia delle Entrate ha chiarito che la detrazione antisismica si estende ai lavori di recupero, facendo cumulo con la detrazione per l’efficientamento energetico.
La detrazione Sismabonus è normata dalla Legge di Bilancio 2017 (232/2016), la quale estende al 31 dicembre 2021la possibilità di avere vantaggi fiscali per gli interventi di messa in sicurezza antisismica. Tuttavia, proprio in questi giorni è in discussione al Senato il DdL per la Manovra 2018, che contempla novità anche inerenti al Sismabonus. In attesa dei chiarimenti interpretativi e delle definitive disposizioni in materia, alcuni contribuenti hanno avuto conferma che una ristrutturazione, vale a dire un intervento di natura superiore, assorbe – anche per il Sismabonus – i lavori di manutenzione ordinaria, di natura inferiore e realizzati contestualmente e necessari al completamento dell’opera (circolare n. 57/E/1998).  

Inoltre, sulla cumulabilità del limite di spesa con i limiti fissati per altri interventi agevolati (rifacimento dell’impianto idraulico o elettrico sul medesimo immobile), l’Agenzia ha risposto che gli interventi di consolidamento antisismico non possono avere un limite di spesa autonomo, perché la norma li fa rientrare nell’ambito della lettera i) del comma 1 dell’articolo 16-bis Tuir. Ma questo vincolo non vale: 1) se in anni successivi sono effettuati interventi autonomi, cioè che non proseguono quelli iniziati prima (circolare 7/E/2017); 2) per i limiti di spesa previsti per gli interventi di qualificazione energetica (articolo 1, commi 344 e seguenti, della legge 296/2006), che godono di un bonus autonomo. 

Infine, stando all’interpretazione restrittiva della Dre Emilia Romagna (risposta ad interpello prot. n. 909-345/2017, si veda il Sole 24 Ore del 1° agosto scorso) la detrazione per interventi antisismici non spetta in caso di demolizione e ricostruzione dell’edificio preesistente, ma solo agendo sul consolidamento dell’edificio esistente, anche se l’intervento rientra nella definizione di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d), del Dpr 380/2001.
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